Abstract - Patrizia Farinelli, La Palazzina Pepoli

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La Palazzina Pepoli, già Palazzina delle Vedove o Casa di Sant’Agata, oggi in piazza del Francia, 1, prende forma in Bologna nel «quartiere Pepoli», caratterizzato dalla mole del Palazzo Pepoli vecchio e del Palazzo Pepoli nuovo, a lato della chiesa di Sant’Agata, alla fine del Settecento, per volontà di Marina Grimani vedova Pepoli, su progetto dell’architetto Angelo Venturoli. Il bene perviene a Guido Taddeo Pepoli e poi al figlio Gioacchino Napoleone, che si stabilisce nella casa dove morirà nel 1881. Nella seconda metà dell’Ottocento di fronte alla Palazzina sorge la Cassa di Risparmio ed è realizzata piazza Minghetti con il suo giardino e il monumento a Marco Minghetti; il lato nord sarà definito dal palazzo delle Poste, terminato nel 1911. La Palazzina è venduta dagli eredi Pepoli, nel 1893, all’avvocato Enrico Pini, socio fondatore e poi presidente della Reale Grandine, che vi trasferisce, nel 1904, la sede dell’Assicurazione, dopo importanti lavori di ristrutturazione, con sopraelevazione di un piano, che le conferiscono un aspetto simile a quello attuale. Dopo l’incorporazione nell’Assicurazione Fondiaria e il trasferimento della sede a Firenze, l’immobile viene progressivamente frazionato e alienato a privati.

 

Parole chiave: Gioacchino Napoleone Pepoli; Marina Grimani Pepoli; Angelo Venturoli; Casa Sant’Agata; La Reale Grandine.

 

PROFILO
Patrizia Farinelli è nata e risiede a Bologna, si è laureata in lettere moderne all’Università degli studi di Bologna, è storico dell’arte presso la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici per le province di Bologna, Modena e Reggio Emilia, dove svolge ricerche storiche e architettoniche legate alle attività di tutela e divulgazione, promuove mostre e visite guidate. Ha conseguito il master in Comunicazione pubblica. Segue con particolare interesse la storia del territorio e le trasformazioni sociali e culturali tra Ottocento e Novecento.