Abstract - Fabio Ecca, Politica, imprenditoria e malaffare nell'Italia della Grande Guerra

La Prima guerra mondiale ha rappresentato un’importante cesura per la storia militare, politica, sociale ed economica. Diversi studiosi hanno infatti dimostrato come la Grande guerra è stata anche un conflitto industriale in cui la qualità e la quantità della produzione ha contribuito a sancire la vittoria finale. In Italia la guerra del 1915-18 ha rappresentato anche un volano per lo sviluppo industriale contribuendo in maniera decisiva allo sviluppo di società come la Fiat, la Piaggio, l’Ilva e l’Ansaldo. Tuttavia, l’opinione pubblica accusava che tale sviluppo era avvenuto anche grazie ai  sovrapprofitti realizzati da molti fornitori di prodotti a uso bellico.
Si trattava di accuse fondate? In caso affermativo, quali erano state le cause profonde che le avevano originate? Tra il 1920 e il 1923 la Commissione parlamentare d’inchiesta sulle spese di guerra affrontò lo spinoso problema dei sovrapprofitti svelando gli opachi rapporti creatisi nella straordinaria contingenza della Grande Guerra. Grazie al fondo omonimo, reso consultabile solo negli ultimi anni e conservato presso l’Archivio storico della Camera dei Deputati, in cui sono conservate più di ottocento relazioni riguardanti “pescecani industriali”, e analizzando il fondo Ministero Armi e Munizioni, Contratti (Archivio Centrale dello Stato) è possibile oggi ricostruire il fenomeno del sovrapprofitto con cui approfondire lo studio di alcune delle trasformazioni economiche e sociali che hanno influenzato il mondo mentale e culturale italiano, oltre ad aver creato un nuovo rapporto tra Stato e industria.
Si tratta di un innovativo approccio verso lo studio del rapporto tra il fronte e il fronte interno che contribuisce ad aprire nuove scenari di ricerca e offrire ulteriori spunti per affrontare il dibattito su Stato e industria privata. Analizzando il caso di studio dell’industria aeronautica italiana, ricostruiremo infatti non solo l’origine del sovrapprofitto ma anche alcune delle ripercussioni che tale “illecito guadagno” ebbero nel dopoguerra e sul sistema economico e industriale italiano.

 

Parole chiaveGrande Guerra, soprapprofitto, Commissione parlamentare d’inchiesta, pescecani industriali, industria aeronautica

 

Profilo

Fabio Ecca è laureato in Storia e società presso il Dipartimento di Studi Storici, Geografici e Antropologici dell’Università degli Studi Roma Tre ed è attualmente dottorando in Storia e Scienze filosofico-sociali presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Si è occupato di storia del fascismo e dell’antifascismo e collabora nella ricerca storica con l’Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti (Anppia). Ha pubblicato Cristo si è fermato a Eboli? I confinati politici a Eboli e Aliano (Gedit edizioni, Bologna 2009) e Gino Girolimoni. Una mostruosa storia romana (Palombi editori, Roma 2014). È membro della redazione della rivista Cinema e storia (Rubbettino, Soveria Mannelli). 

 

Politics, business and malfeasance in Italy in the Great War 

World War One has been a fundamental caesura in the military, political, social and economic history. Several historians have showed that the Great War was an industrial conflict too, in which the quantity and quality of production contributed to the final victory. In Italy the Great War also represented the driving force for industrial development and definitely contributed to the growth of companies like Fiat, Piaggio, Ilva and Ansaldo. Nevertheless, the public opinion accused this growth of having occurred thanks to the “over-profit” realized by many suppliers of war material.
Were these accusations well-founded? If so, which deep causes originated them? From 1920 to 1923 the “Commissione parlamentare d’inchiesta sulle spese di guerra”  broached the thorny subject of over-profit and revealed the veiled relations established in the extraordinary circumstance of the Great War. Thanks to the documents collection of the same name, that can be consulted only since the last years and  kept in the “Archivio storico della Camera dei Deputati”, in which more than 800 reports concerning the industrial profiteers (“sharks”) are preserved, and by examining the Ministero Armi e Munizioni, Contratti (Archivio Centrale dello Stato) documents collection, it is now possible to reconstruct the case of over-profit. This can be useful to investigate the study of some of the economic and social transformations that have influenced the Italian mind and cultural world, and have created a new relation between Government and industry.
It is a new approach in the study of the front and the home front, which helps to open new research scenarios and to offer further ideas to go through the debate on Government and private industry. In analyzing the study case of Italian Aeronautical industry, the aim is to reconstruct not only the origin of over-profit, but also some of the consequences that this illegal profit had in the postwar period and on the Italian industrial and economic system.

 

KeywordsGreat War, Over-profit, Parliamentary Committee of Inquiry, Industrial Profiteers, Aeronautical Industry

 

Biography

Fabio Ecca graduated in History and Society at the Department of History, Geography and Anthropology of the Third University of Rome and he is currently doctoral student in History and Philosophical and Social Sciences at the University of Rome "Tor Vergata". His works focuse on fascism and anti-fascism and he collaborates with the Association of the Italian Anti-fascist Political Percescuted (Anppia). He has published Cristo si è fermato a Eboli? I confinati politici a Eboli e Aliano (Gedit edizioni, Bologna 2009) and Gino Girolimoni. Una mostruosa storia romana (Palombi editori, Roma 2014). He is member of the editorial staff of the review «Cinema e storia» (Rubbettino, Soveria Mannelli, Catanzaro).