Giovanni Greco, Viaggi nella storia (Simona Salustri)

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Giovanni Greco, Viaggi nella storia, Bonanno, Acireale 2014, pp. 144

(Simona Salustri)

 

I due fratelli è il quadro che troneggia sulla copertina di questo volume. Un dipinto di Caspar D. Freidrich, il più importante pittore romantico di paesaggi simbolici, che vede due uomini vicini e immobili intenti a contemplare l’infinito dinnanzi ai loro occhi. I viandanti sono in cammino, un cammino fisico e spirituale che li porta verso il sorgere della luna, promessa di vita ultraterrena. È l’esperienza del viaggio che li unisce ed è al centro del loro agire, come il viaggio è il punto di partenza della riflessione che Giovanni Greco ci presenta nel suo volume.
Attraverso una serie di esempi, reali e immaginari, l’autore ci offre un elaborato affresco dell’essere umano nel sincero tentativo di individuare una via d’uscita alla superficialità della vita quotidiana, schiacciata da gesti sempre più indirizzati all’individualismo, dove l’eterno presente, garantito dai nuovi mezzi di comunicazione di massa, rischia di minare la nostra memoria individuale e collettiva.
La ripresa del passato e della sua tradizione è quindi funzionale alla riaffermazione di un mestiere, quello di storico, che Greco presenta come un lavoro di tappezzeria nel quale l’artigiano apprende e trasmette il suo sapere agli allievi, ed ogni tappetto che lui o i suoi allievi realizzeranno sarà particolare e diverso dagli altri perché lavorato da persone capaci. Per apprendere questo sapere l’artigiano non ricorre a scorciatoie, trama con pazienza il tessuto come lo storico si affida al metodo per implementare la conoscenza e non per raggiungere i clamori della cronaca.
Il metodo in questo caso è il viaggio, ciò che Giovanni Greco presenta al lettore è un percorso ricco di emozioni e di suggestioni attraverso le quali si percepisce la costante tensione dell’autore verso un’umanità che nel velocizzare la sua esistenza ha travolto le relazioni umane e la conoscenza.
I viaggi nella storia sono quindi riprese del passato, riproposizioni di personaggi ed esperienze che hanno inciso sull’evoluzione umana e che dovrebbero aiutare l’uomo del presente ad uscire dal buio nel quale è caduto. Se la luce è «amore di ricerca per il sapere» (p. 28), l’uscita dalle tenebre è un’aspirazione a cui l’uomo deve indirizzarsi affrontando un percorso interiore come fece il corsaro Alexander Selrkirk, il naufrago che ispirò Defoe per Robinson Crusoe, capace di sfruttare la sua condizione di solitudine per un viaggio in sé stesso.
Il viaggio non è però solo tensione assoluta verso la conoscenza fine a se stessa, è meditazione nel silenzio e aspirazione al sapere sull’esempio di Montaigne, capace con il dubbio virtuoso di affrontate «la peste dell’uomo [ovvero] il credere di sapere» (p. 34). L’asino più di altri animali diviene la perfetta incarnazione del viaggiatore, capace dell’umiltà del dubbio e scevro dalla sua vanità.
I cavalli prima e il treno poi, hanno costituito mezzi eccezionali per affrontare il viaggio fisico e spirituale dell’essere umano, per collegare e unire luoghi e persone, per superare le barriere dello spazio e del tempo. Sui binari e sulle navi hanno viaggiato le merci prodotte dagli uomini che hanno permesso di mettere in relazione società e culture diverse, sui libri si è accresciuto il sapere umano.
E proprio il dovere, oltre che il piacere della lettura, porta l’uomo – che Giovanni Greco immagina – a costruire una cultura che non può essere solo quella iperspecialistica, come il presente impone, ma una cultura umanistica, in grado di far crescere le persone e spingerle al bene comune.
Questo è il fine ultimo del percorso intrapreso dai diritti umani, un viaggio complicato e pieno di insidie, differente da luogo a luogo che deve aspirare all’universalità per migliorare le società e l’uguaglianza tra gli esseri umani, per creare un mondo più tollerante e solidale.
È quindi un viaggio, quello che Greco compie in questo volume, dove non si impongono al lettore le conoscenze dell’autore, ma si costruisce un cammino, utilizzando anche l’ironia, che accompagna per mano chi abbia voglia di imparare e di migliorare.

 

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